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Anticipo del TFS: che cos’è e come richiederlo


14 settembre 2020 | Laura Ruggeri

Se stai per andare in pensione o sei già pensionato, l’anticipo del TFS può aiutarti ad avere liquidità e, grazie al processo di richiesta semplice e digitalizzato offerto da Sigla Credit, i tempi di erogazione si fanno molto più rapidi. 

 

Il TFS, anche conosciuto come Trattamento di Fine servizio, è l’indennità corrisposta alla fine del rapporto di lavoro ai dipendenti pubblici e statali assunti con contratto a tempo indeterminato prima del 1° gennaio 2001. Tutti coloro assunti dopo questa data hanno invece diritto al TFR, corrisposto indistintamente ai dipendenti del settore pubblico e privato, alla fine del rapporto di lavoro.  

 

 

Quando si può richiedere l’anticipo del TFS?

 

Visti i lunghi tempi di attesa richiesti per l’elaborazione della pratica (possono arrivare anche ai 12-24 mesi), è possibile chiedere l’anticipo del TFS anche in un’unica soluzione con Sigla Credit. Il processo semplice e ormai in gran parte digitalizzato che offriamo ai nostri clienti rende la richiesta veloce e affidabile, e definisce fin da subito un tasso fisso per l’intera durata del finanziamento.

 

L’anticipo del TFS può essere richiesto da lavoratori dipendenti del settore pubblico e statale, che siano già in pensione o in prossimità. L’importo massimo è determinato in funzione del TFS netto maturato come indicato nel “prospetto di liquidazione” rilasciato dall’ente pensionistico. 

 

Potrai beneficiare subito della liquidazione maturata e non dovrai preoccuparti di spese di istruttoria o scadenze mensili: Sigla Credit si farà carico della rateizzazione che verrà accreditata direttamente dall’INPS secondo i termini stabiliti. 

 

Per richiedere l’anticipo del TFS puoi compilare il form che trovi a questo link, un nostro esperto sarà disponibile per spiegarti tutti i dettagli e guidarti passo dopo passo nella richiesta. Il preventivo è gratuito e senza impegno. 

 

TFS e TFR quali sono le differenze? Come si calcola?

 

A differenza del TFR, il TFS non ha carattere retributivo come il TFR (che viene accantonato mensilmente da una parte della retribuzione e poi liquidato a fine rapporto lavorativo), ma previdenziale: questo significa che i contributi non sono solo a carico del datore di lavoro, ma anche del dipendente. 

 

Il TFS prevede tre diversi tipi di liquidazione e si differenzia a seconda del tipo di impiego: 

  • Indennità di Buonuscita (o IBU): questo tipo di TFS spetta a tutti i dipendenti statali in senso stretto, ovvero dei Ministeri, delle Agenzie Fiscali, delle scuole o delle Università, ecc…). In questo caso, la contribuzione da versare all’INPS è al 7,10% a carico del datore di lavoro e per il 2,50% a carico del dipendente; 
  • Indennità Premio di Servizio (o IPS): questa modalità di liquidazione è rivolta ai dipendenti delle Regioni, degli Enti locali e della sanità. All’INPS il datore di lavoro versa il 3,50%, e il lavoratore il 2,50%; 
  • Indennità di Anzianità (anche conosciuta come IA): sono destinatari di questo tipo di TFS tutti i dipendenti degli Enti Pubblici non economici e delle Camere di Commercio. È totalmente a carico del lavoratore. 

 

Il calcolo del TFS differisce a seconda della modalità: 

  • Indennità di Buonuscita: si moltiplica un dodicesimo dell’80% della retribuzione contributiva annua utile lorda – compresa la tredicesima mensilità – percepita alla cessazione dal servizio per il numero degli anni utili ai fini del calcolo; 
  • Indennità Premio di Servizio: anche in questo caso si moltiplica un quindicesimo dell’80% della retribuzione contributiva utile lorda – compresa la tredicesima mensilità – percepita però negli ultimi 12 mesi di servizio per il numero degli anni valutabili ai fini del calcolo; 
  • Indennità di Anzianità: si calcola moltiplicando un dodicesimo del 100% delle voci utili per gli anni di servizio.