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Buonuscita insegnanti statali: come si calcola


17 giugno 2021 | Laura Ruggeri

La cessione del quinto è una modalità di prestito tra le più sicure e vantaggiose, e può rivelarsi un valido strumento per ottenere subito la buonuscita insegnanti statali.

 

La buonuscita per i dipendenti statali e pubblici è la liquidazione spettante dal TFS, anche conosciuto come il Trattamento di Fine Servizio, e ne hanno diritto tutti i dipendenti statali e pubblici, come per esempio i dipendenti dei Ministeri, delle Agenzie Fiscali, delle Scuole, delle Università.

 

Ma come funzione il calcolo della buonuscita per gli statali? È possibile conoscere in anticipo l’importo a cui si ha diritto? Quali sono le procedure per effettuare il calcolo?

 

Calcolo buonuscita statali: come viene erogata e calcolata

La modalità di erogazione della buonuscita insegnati statali dipende dalla somma che si ha maturato negli anni. La liquidazione viene erogata – a seconda della motivazione di interruzione del contratto – dai 6 ai 24 mesi dopo la fine del rapporto di lavoro e, a seconda dell’importo, è possibile ottenere la buonuscita in un’unica soluzione (inferiore ai 50mila euro), o in due o tre rate (fino ai 100mila euro, superiore ai 100mila euro). Le rate successive alla prima vengono erogate a distanza di 12 o 24 mesi e ne consegue che i tempi di erogazione possono diventare più lunghi del previsto.

 

La buonuscita dipendenti statali e pubblici è relativamente semplice da calcolare e è possibile conoscere in anticipo l’importo o attraverso gli strumenti messi a disposizione dall’INPS, oppure seguendo un semplice calcolo buonuscita

 

Per ottenere il calcolo della buonuscita e conoscere la somma totale dell’indennità dobbiamo calcolare l’1/12 dell’80% della retribuzione lorda annua percepita al momento della cessazione (compresa la tredicesima mensilità) e poi moltiplicarla per gli anni di servizio maturati alla data di cessazione del rapporto di lavoro (viene considerato come anno intero la frazione di anno superiore a sei mesi, mentre quella pari o inferiore a sei mesi non viene considerata). Facciamo un esempio.

 

Ipotizziamo di avere uno stipendio lordo di 30.000 euro mensili.

30.000 x 0,8 = 24.000 euro, ovvero l’80% della nostra ultima retribuzione;

24.000/12 = 2.000 euro, così otteniamo 1/12 dell’80%.

L’importo ottenuto va a questo punto moltiplicato per il numero di anni interi di lavoro.