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Calcolare stipendio netto: tutto quello che c’è da sapere


02 giugno 2021 | Laura Ruggeri

Calcolare stipendio netto è una delle attività e delle informazioni più richieste al giorno d’oggi. Che sia per lavoro, per le attività quotidiane o per chiedere un prestito, il calcolo dello stipendio netto è fondamentale per organizzare il proprio portafogli.

 

Soprattutto se si è alla ricerca di un prestito online veloce, conoscere il calcolo netto stipendio è importante per capire che importo si può ottenere. Con la cessione del quinto – una modalità di finanziamento veloce e sicura – eseguire il calcolo netto mensile può aiutare a conoscere in anticipo la rata mensile più adatta alle proprie esigenze. Vediamo insieme la miglior formula per un calcolo stipendio corretto.

 

 

Un esempio di calcolo dello stipendio netto: come funziona

 

Il primo dato di cui abbiamo bisogno è lo stipendio lordo annuale, anche conosciuto come RAL (Reddito Annuo Lordo). La RAL si può facilmente ottenere guardando la propria busta paga, moltiplicando la retribuzione lorda mensile per il numero di mensilità percepite. Ad esempio, se la retribuzione mensile lorda è pari a € 2.000 e viene corrisposta in 13 mensilità, la retribuzione annua lorda è pari a € 26.000 (€ 2000 * 13 = € 26.000).

 

Se alla R.A.L. andiamo a sommare anche la retribuzione variabile, che è sostanzialmente costituita da bonus e incentivi, si ottiene il valore corrispondente alla Retribuzione Globale Annua (R.G.A). Questo dato non è utile per il calcolo dell’effettivo stipendio netto per la cessione del quinto, in quanto comprensivo di importi variabili e potrebbero non essere continuativi nel tempo.

 

La RAL si può leggere solo nella seconda parte della Certificazione Unica, precisamente al primo rigo della quarta pagina (Dati previdenziali e assistenziali), questo importo può essere comprensivo di eventuali bonus e incentivi qualora percepiti durante l’anno precedente.

 

Una volta recuperata la RAL, per un calcolo stipendio netto affidabile è necessario sottrarre i contributi INPS, i contributi IRPEF e le addizioni regionali e comunali che variano di zona in zona.

 

I contributi INPS, ovvero i contributi previdenziali e assistenziali, servono a tutelare il dipendente da malattie, infortuni sul lavoro e contribuiscono alla pensione. Il 23,81%viene versato direttamente dal datore di lavoro, il 9,19% dal dipendente. Sul sito dell’INPS puoi conoscere tutte le aliquote contributive, utili per fare il calcolo.

 

L’IRPEF è una imposta progressiva, cioè aumenta in ragione del reddito di ciascun contribuente. Non è un caso che si parli di aliquote e scaglioni che descrivono le fasce di reddito specifiche. Per il 2021 gli scaglioni di reddito sono cinque differenti e prevedono una aliquota che varia tra il 23% e il 43%.

 

L’ultimo dato utile per conoscere il netto dello stipendio riguarda le detrazioni, che fanno da contraltare alle altre imposte. Dipendono dalla fascia di reddito, dallo stato di famiglia, spese sanitarie o bonus governativi (ristrutturazioni, energie rinnovabili, ecc..) e possono essere applicate per ridurre in parte – o interamente – i contributi INPS e IRPEF.