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Cassa integrazione e prestito in corso: ecco cosa succede


05 maggio 2020 | Laura Ruggeri

A causa dell’emergenza Covid-19 molte aziende si sono trovate costrette ad aprire la cassa integrazione per i loro dipendenti. In questa situazione di crisi di portata mondiale, i cittadini affrontano con difficoltà anche le più piccole spese quotidiane, ma cosa succede se si ha un prestito in corso? Cosa si può fare per sospendere momentaneamente il pagamento delle rate?

 

Se l’azienda apre la cassa integrazione 

 

Quando si entra in cassa integrazione si può richiedere di modificare le rate in modo da sostenere le spese secondo le proprie necessità del momento. 

Se il proprio datore di lavoro ha attivato la cassa integrazione, le rate possono essere riconsiderate alla luce dell’art. 35 dpr 180/1950 che prevede un adattamento delle spese mensili da sostenere che non devono superare il quinto dello stipendio, soprattutto con una riduzione dello stesso. 

Per rivedere il prestito, l’azienda dovrà comunicare alla finanziaria l’apertura della CIG e, verificata l’idoneità della copertura assicurativa, si potrà decidere di mettere in coda il restante delle rate non trattenute e modificare l’importo di quelle a seguire. 

 

E se l’azienda fallisce? 

 

Nel caso in cui l’azienda dovesse fallire o dovesse sussistere un licenziamento, entrerebbe in gioco l’assicurazione. Stipulata obbligatoriamente alla firma del contratto per il finanziamento, l’assicurazione gestirà le rate rimaste insolute. Come prima cosa, le rate potranno essere smaltite attraverso il TFR del dipendente, se questo non dovesse bastare per coprire l’importo dovuto, il restante importo lo coprirà l’assicurazione stessa.