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Comunicare all’azienda la cessione del quinto: diritti e doveri delle parti


22 giugno 2020 | Laura Ruggeri

La Cessione del Quinto è un prestito personale rivolto a dipendenti pubblici, privati e pensionati, ed è un diritto di tutti i lavoratori che possono liberamente scegliere questa modalità di finanziamento per ottenere liquidità ulteriore. Ma quali sono più precisamente i diritti dei lavoratori e gli obblighi dell’azienda? Quali invece i rischi a seguito del fallimento dell’azienda o di un licenziamento? 

 

L’azienda è obbligata ad accettare la richiesta?

 

Ebbene sì, il datore di lavoro è obbligato per legge ad accettare la richiesta di cessione del quinto del dipendente senza opporre alcuna resistenza. Inizialmente la cessione del quinto è nata come tipologia di prestito dedicata solamente ai dipendenti pubblici, ma dal 2005 la legge italiana ha esteso questo diritto anche ai dipendenti privati e ai pensionati. 

Attenzione però, l’azienda può legittimamente rifiutarsi di concedere la cessione del quinto a un dipendente solo se questo ha in corso un altro prestito con cessione del quinto che va quindi a superare il quinto dello stipendio. 

Una volta sottoscritto il prestito, tra gli obblighi aziendali vi è anche quello di garantire il rimborso delle rate, senza intralciare in alcun modo il decorso del prestito e pagando al dipendente lo stipendio al netto della rata di finanziamento stabilita. 

 

Cosa devo dire al mio datore di lavoro?

 

Niente! O meglio, dipende tutto da te. La finanziaria penserà a tutto: al tuo datore arriverà la tua richiesta e sarà quindi obbligata ad accettarla. Ma non dovrà saperne le ragioni, sarà tua cura decidere se comunicarlo con anticipo oppure no.

 

E se l’azienda fallisce?

 

La cessione del quinto prevede la stipula di un’assicurazione obbligatoria per legge; pertanto, nel caso in cui l’azienda dovesse dichiarare fallimento, dovesse sussistere un licenziamento o si dovesse cambiare lavoro, viene aperto il sinistro e l’assicurazione stessa si occuperà di estinguere o modificare il prestito in corso (nel caso in cui si cambia lavoro, sarà cura della finanziaria addebitare le rate sulla nuova busta paga). 

Più precisamente, nel caso di perdita dell’impiego del dipendente, la copertura assicurativa serve a estinguere il debito. Se invece l’azienda fallisce, il credito residuo viene preso direttamente dal TFR maturato dal lavoratore sino a quel momento e, se questo non coprirà l’importo totale rimanente, il restante sarà preso in carico dalla polizza assicurativa.